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Rubrica dei 130 anni di Bologna: nel 1958…

Benvenuti all’ottava edizione della Rubrica dei 130 anni di Bologna, oggi parleremo del 1958, annata tranquilla, ma sempre piena di novità artistiche, culturali e sportive.

Per quanto riguarda questo primo ambito infatti, il 1958 vedrà l’inizio della prime attività di riordino sotto la guida di Francesco Arcangeli, della nuova Galleria Comunale d’Arte Moderna a villa delle Rose in via Saragozza, dopo essere stata adibita a sede del comando tedesco e ospedale di fortuna durante la guerra quando perse le sue funzioni museali.
Essa però si presenterà al pubblico con un primo vero riordino delle raccolte solo nel 1961.

Altra importante opera fu l’edificazione del grande monumento ossario ai partigiani, posto alla Certosa di Bologna, voluto dal sindaco Dozza e realizzato dall’architetto milanese Piero Bottoni, nel quale nel 1961 vennero tumulati anche i resti delle vittime del campo di sterminio nazista di Gusen.

Dal punto di vista sportivo quell’anno fu dichiarata “monocilicindrica più veloce del mondo” niente po po di meno che la Morini 250 Bialbero di Alfonso Morini, Dante Lambertini e Nerio Biavati.
Inoltre entrò nella squadra di tennis della Virtus, Orlando Sirola grazie al quale la Virtus riuscì a vincere subito la Coppa Brian per tre anni consecutivi, portando il ragazzo
negli anni ’60 ad essere uno dei più amati giocatori di tennis italiani.
Come se ciò non bastasse nel 1958 la spedizione alpina italiana in Perù fece sì che due delle cime delle Ande conquistate dagli esploratori, venissero intitolate alla città di Bologna e a Marconi.

La “bandiera” bolognese fu infatti portata sul Nevado Bononia (5110 mt) e sul Nevado Marconi (5340 mt) dal bolognese Mario Fantin, importante scalatore, esploratore, cineoperatore, fotografo e scrittore del periodo, che prese parte anche alla spedizione italiana sul K2.

Ed eccoci arrivati ad uno dei locali più famosi e frequentati di Bologna che aprì in Via Zamboni, praticamente sotto le due torri: il Club “Whisky a go go”, chiamato così poiché era abitudine andarci con una bottiglia di whisky, da tenere in uno degli armadietti in dotazione e da consumare in una o più volte.
La musica all’inizio era dal vivo e, a conferma della nomea di buongustai quali siamo, fu il primo locale a lanciare la moda della spaghettata di mezzanotte.
Per chi non avesse ancora capito di quale locale stiamo parlando, si tratta di quello che dal 1975 diventò  il Kinki, una delle discoteche più di tendenza degli anni ’80.

Fra le cose meno piacevoli abbiamo ancora qualche segno lasciato dalla guerra. La popolazione sembrava essersi ripresa dalla devastazione della guerra, ma non ancora completamente, i contadini bolognesi si ritrovarono con 3.800 case coloniche e 5.200 stalle distrutte, quasi 20.000 ettari di terreno allagati o minati e più di 100.000 bovini perduti, insomma rimaneva da risolvere la questione dei rinnovi dei contratti agrari e l’urgente ma problematica ripresa dell’attività agricola.

Infine venne istituito il Consorzio provinciale per il servizio della pubblica lettura, che registrò l’adesione di 50 comuni su 60.
Vennero aperte biblioteche in tutti i comuni della provincia e i punti prestito nelle frazioni.Nonostante ciò il comune di Bologna rimase sempre estraneo al progetto, sviluppando una propria rete bibliotecaria di analogo orientamento.

Come al solito la nostra rimane un’infarinatura generale dei fatti avvenuti a Bologna, ma ci stupisce sempre quanto la nostra città possa essere da sempre così attiva sotto ogni punto di vista.
Venite a trovarci alla Torinese1888 per godervela al massimo!