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Rubrica dei 130 anni di Bologna: nel 1998…

1998, siamo giunti al terzultimo appuntamento della rubrica dei 130 anni di Bologna e ci troviamo davanti ad una Bologna attiva, ma tranquilla.

Dal punto di vista architettonico vengono ripristinati gli affacci sul canale delle Moline grazie alla cooperativa edificatrice Ansaloni, che dal dopoguerra è una delle protagoniste dello sviluppo della periferia bolognese; essa, in occasione del 50° anniversario dalla sua fondazione, decise di dedicarsi ad essi nelle vie Malcontenti, Piella e Oberdan.

Città dalla sentita tradizione cestistica, Bologna vide quell’anno la vittoria della Coppa Italia e della Supercoppa italiana da parte della Fortitudo Teamsystem, guidata da Valerio Bianchini, che batté in finale la Benetton Treviso. Tra le fila giocavano assi americani quali Dominique Wilkins e David Rivers.

Ma anche la cugina, Virtus Kinder, allenata da Ettore Messina, si fece dar del lei vincendo il campionato italiano (durante il quale, disputando la quinta partita di finale, considerata una delle più emozionanti nella storia del basket italiano, il campione serbo Sasha Danilovic consentì la rimonta sulla rivale Fortitudo, realizzando un , tripla più fallo, che diventò famoso) e l’Eurolega, sconfiggendo a Barcellona la squadra greca dell’AEK.

Nel 1998 poi, Bologna venne proclamata città europea della cultura per l’anno 2000. Il sindaco Vitali firmò, con il Vicepresidente del Consiglio Veltroni, un protocollo d’intesa che assicurasse importanti finanziamenti per nuovi spazi e attività culturali nella città, finalizzati anche alla sua valorizzazione turistica.

In un’area di 1000 mq del vecchio stabilimento in via Cavalieri Ducati venne inaugurato il Museo Ducati. All’interno di sette stanze tematiche multimediali viene ripercorsa la storia dell’Azienda di Borgo Panigale, fondata nel 1926 dai fratelli Ducati e sono raccolti cimeli e testimonianze della storia sportiva della Ducati Motori.

Ultimo ma non meno importante, quell’anno si conclusero i lavori di costruzione della Centrale eolica di Monte Galletto posta sul crinale appenninico in comune di San Benedetto Val di Sambro.

Fu la prima del nord Italia. Si componeva di 10 turbine eoliche con monopala alte 40 metri.
La potenza complessiva della centrale, la prima nella provincia bolognese, era di 3,5 megawatt, che corrisponde al consumo di circa 3000 famiglie ogni anno. L’energia pulita prodotta dal vento consente di evitare l’emissione di 5000 tonnellate annue di anidride carbonica.