Rubrica dei 130 anni di Bologna: nel 2008…

Rubrica dei 130 anni di Bologna: nel 1998…
19 luglio 2018

Rubrica dei 130 anni di Bologna: nel 2008…

Siamo ormai giunti alla fine di questa nostra rubrica.

Siamo nel 2008 e gli eventi che hanno investito Bologna non sono certo calati, anzi.

Fra innovazioni urbanistiche, manifestazioni culturali, progressi scientifici e occupazioni scolastiche, Bologna ha sempre mantenuto intatto il suo vigore, la sua voglia di conoscenza e il suo spirito di giustizia.

L’apertura del cantiere della torre direzionale Unifimm ha segnato l’inizio di questo 2008. Disegnata dalla società Open Project si tratta di un grattacielo di vetro e acciaio di 31 piani. La realizzazione della struttura venne promossa da Unifimm, società del gruppo Unipol. Il progetto prevedeva uffici e sale convegni, un albergo con 180 camere, esercizi commerciali e di vario genere e un grande parcheggio sotterraneo dotato di 800 posti auto.
Con i suoi 125 m diventò l’edificio più alto di Bologna.

Dal punto di vista infrastrutturale abbiamo poi l’inaugurazione del nuovo palazzo comunale in piazza Liber Paradisus alla Bolognina, festeggiata con un suggestivo spettacolo notturno, ma anche l’approvazione del progetto di Arata Isozaki, architetto giapponese, vincitore del concorso bandito dal Gruppo Ferrovie dello Stato per la realizzazione della nuova stazione di Bologna che aveva presentato un progetto in cui essa rappresentava un condensato della città, ricca di spazio e luce. Ponte ideale tra centro storico e prima periferia della Bolognina impiegarono sei anni per la realizzazione.

Nell’area delle ex Officine del Gas venne inaugurata inoltre una centrale di cogenerazione, in grado cioè di produrre in modo combinato energia elettrica e calore per il vicino quartiere residenziale di Borgo Masini, ma anche anche per gli edifici universitari dell’area Berti Pichat, la Stazione centrale, la nuova sede del Comune e l’area dell’ex Mercato ortofrutticolo. Alimentata a gas metano con i suoi 27 gigawattora (Gwh) di energia elettrica, il calore da essi dissipato venne convogliato in inverno nella rete di riscaldamento e in estate in quella di raffrescamento, coprendo circa 1/3 del fabbisogno della zona.

Ed infine il treno tra Milano e Bologna fece il suo primo viaggio sulla linea ad Alta Velocità pertendo da Milano alle 16,20 e percorrendo la tratta Milano-Bologna in soli 65 minuti, pur con una breve sosta tecnica.

Quell’anno dal punto di vista culturale e scientifico avvenne di tutto:

  • in occasione di ArteFiera venne organizzata l’Art White Night, una notte bianca dell’arte, che ottenne grande successo e partecipazione e vide Bologna trasformarsi, il 26 gennaio, in una vetrina di arte contemporanea, con musei, gallerie e negozi aperti.
    Concerti e mostre si tennero in palazzi e luoghi storici, la festa si chiuse con i fuochi artificiali in Piazza Maggiore.
  • I due ricercatori bolognesi Francesco Zerbetto e Fabio Biscarni grazie al progetto, nel campo delle nanotecnologie, vinsero il Premio Cartesio, una sorta di Nobel per le scoperte scientifiche più brillanti in ambito europeo.
  • Gli astronomi dell’Università di Bologna e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) ottennero la foto del cosmo più nitida mai scattata da terra attraverso l’utilizzo di due macchine fotografiche speciali da 36 megapixel, ideate e realizzate in Italia, accoppiate a due specchi di 8,4 metri di diametro del telescopio Lbt.
  • All’Istituto Rizzoli fecero il primo trapianto di spalla con protesi biologica al mondo, ad opera dell’equipe del prof. Sandro Giannini, detentore di una serie di primati mondiali nel trapianto di alcune parti del corpo.
  • All’ospedale Sant’Orsola l’equipe del prof. Giorgio Arpesella effettuò uno straordinario intervento chirurgico durato 12 ore nel quale una donna subì il trapianto contemporaneo di cuore, fegato e rene, un’operazione simile è stata effettuata solo 5 volte al mondo in 20 anni.
  • I ricercatori universitari per protesta contro la riforma del ministro Gelmini portarono in piazza le loro facce ricoprendo la parte centrale di piazza Maggiore con 1865 foto di giovani ricercatori del Cnr in formato gigante. L’iniziativa voleva sensibilizzare la cittadinanza sul fatto che la ricerca scientifica in Italia veniva letteralmente calpestata.
  • Il Pantheon della Certosa, opera ottocentesca dell’architetto Giuseppe Tubertini, venne allestito a cura dall’artista Flavio Favelli. Il nuovo pavimento, in marmo bianco e nero, è appoggiato su pannelli di legno per non danneggiare quello originario. Le pareti sono addobbate con tendaggi fino a terra: rimangono scoperte solo le colonne di colore avorio. Di fronte all’ingresso è collocata una grande specchiera a mosaico. La sala è illuminata da 25 lampadari di cristallo. Il Pantheon, Rotonda degli Uomini Illustri, diventa un luogo per i riti dei cittadini che non appartengono ad alcuna confessione religiosa.
  • In un terreno vicino alle Caserme Rosse, ex lager di transito nazista alla Bolognina, si celano le fosse di decine di prigionieri fucilati.
    A dare credito a questa ipotesi, formulata dall’ANPI locale, fu già nel 2007 il ritrovamento del “muro dei fucilati ignoti” da parte di un ex-rastrellato, Romeo Arbizzani. L’idea è stata ulteriormente confermata dall’analisi di una foto aerea del campo, scattata nel primo semestre del 1944 da un ricognitore alleato. Xavier Gonzalez Muro, archeologo dell’Università di Bologna, ha individuato nella foto 16 tracce parallele di 15-20 metri, a ridosso del muro di cinta del lager, sicuramente resti di trincee ricoperte di terreno di scavo.
  • Le scuole elementari e medie di Bologna restarono aperte per una “notte bianca” di protesta contro il decreto di riforma del ministro Gelmini. L’iniziativa vide la partecipazione di artisti di strada, musicisti e personaggi del mondo dello spettacolo. Anche nei giorni successivi molte furono le iniziative in difesa della scuola pubblica: fra cortei con pentole e bambini mascherati da fantasmini a simboleggiare la scuola pubblica ridotta ad un fantasma». Nelle scuole superiori le occupazioni previdero assemblee e laboratori con professori e personaggi della cultura. Il 17 ottobre i ragazzi del liceo Minghetti, fecero lezione, in segno di protesta, sotto la statua del Nettuno. All’Università, alle prime assemblee a Lettere e Scienze Politiche, seguono occupazioni e manifestazioni in altre facoltà.

Anche sotto l’aspetto sportivo le soddisfazioni non mancano:

  • Il Bologna FC ritornò in Serie A dopo 3 anni vincendo 1-0 allo stadio Dall’Ara con il Pisa, potete solo immaginare i festeggiamenti.
  • Andrea Minguzzi, nato a Castel San Pietro, vinse la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Pechino nella disciplina della lotta greco-romana battendo nettamente in finale l’ungherese Zoltan Fodor.
    Alle Olimpiadi di Pechino partecipano altri sei atleti nati nella provincia di Bologna.

Fra i personaggi che morirono quell’anno dopo aver reso servizio alla città di Bologna e riconosciuti come soggetti di spicco troviamo:

  • Ivano Biagi, per oltre 60 anni alla guida di uno dei più noti ristoranti specializzati nella cucina bolognese frequentato da tanti personaggi di passaggio in città. Del menù di Biagi sono famosi i minuscoli tortellini, cotti rigorosamente in brodo, e il gelato di soli tre gusti, per molti memorabile.
  • Achille Ardigò padre della sociologia cattolica, 87 anni, che nel 1947 fu collaboratore di Giuseppe Dossetti per la campagna elettorale del 1956, infatti, scrisse per lui il “Libro Bianco”, che prefigurava l’organizzazione della città in quartieri e che venne in parte fatto proprio dalla nuova amministrazione di sinistra. Egli fu inoltre tra i fondatori della Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna.
  • Luigi Gozzi (1935-2008), fondatore e anima, assieme a Marinella Manicardi, del Teatro delle Moline di Bologna e apprezzato drammaturgo e regista.

Per adesso la nostra rubrica finisce qui… rimaniamo in attesa della fine di quest’anno per un nuovo capitolo!